Analisi del Paesaggio Urbano | Vulnerabilità visiva degli edifici

Tecniche GIS e analisi dei modelli virtuali per lo studio dell’assetto scenico-percettivo

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Orvieto, vista panoramica

 

I più recenti Piani Paesaggistici Regionali hanno posto al centro delle politiche territoriali l’analisi e la tutela dell’assetto scenico‐percettivo e le metodologie da adottare per approfondire la comprensione e la capacità di gestione di tali aspetti: “dalla scelta dei canali di osservazione, alla definizione di bacini visivi utili alla verifica di relazioni di intervisibilità e, più in generale, all’evidenziazione di relazioni e sequenze tra le componenti del paesaggio, espressive di valori paesaggistici” (PPR Regione Piemonte, Linee Guida).

Le visuali panoramiche rappresentano la forma più immediata di conoscenza del paesaggio, inteso come fusione di ambiente naturale e ambiente costruito: solo percorrendo un territorio è infatti possibile conoscerlo, identificarne le sequenze visive e capire quindi come queste si trasformano negli anni

Proprio sulla percezione si fonda l’interesse per il paesaggio sancito dalla Convenzione Europea oltre che dal Codice dei Beni Culturali e del Paesaggio, che tutela aspetti e caratteri – tra cui i centri e nuclei storici, le bellezze panoramiche –  espressione dell’identità culturale:

“Paesaggio” designa una determinata parte di territorio, cosi come è percepita dalle popolazioni, il cui carattere deriva dall’azione di fattori naturali e/o umani e dalle loro interrelazioni 

(Convenzione Europea del Paesaggio, art. 1, c. a)

Nei Piani di nuova generazione la tendenza è di agire a monte del sistema del vincolo, integrando nella pianificazione, come strumenti di verifica delle scelte progettuali, la lettura del paesaggio e l’analisi delle sue possibili trasformazioni, anche a supporto delle nuove edificazioni.

È inoltre sempre maggiore l’attenzione al paesaggio urbano e ai nuclei storici, con iniziative a più livelli che contribuiscono alla valorizzazione e promozione turistica ma anche alla realizzazione di interventi di recupero e conservazione degli edifici.

Una significativa azione di tutela però è possibile solo attraverso l’istituzione di indicazioni normative e procedurali in un’ottica di gestione operativa e non solo teorica (H. Kalman, Heritage Planning. Principles and process, Routledge 2014).

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DSM da ripresa aerea con drone.
Analisi dei punti di vista (lines of sight) su GIS 3D. Elaborazione delle altezze degli edifici da fotogrammetria con drone.

Come si compromette l’identità di un paesaggio urbano e dunque il suo valore?

  1. Alterazione/trasformazione dei caratteri identitari delle architetture
  2. Alterazione/trasformazione delle relazioni storicamente instaurate tra costruito e territorio
  3. Mancanza di integrazione tra nuove costruzioni e edificato storico
  4. Perdita di riconoscibilità del paesaggio

Le analisi di visibilità e lo studio degli aspetti estetico-percettivi costituiscono dunque un ambito molto rilevante all’interno dei processi di pianificazione. Ma come è possibile analizzare oggettivamente e salvaguardare così le visuali panoramiche del paesaggio urbano, comprendendo la parte costruita?

Attraverso l’utilizzo di tecniche GIS è oggi possibile effettuare analisi quantitative e qualitative del paesaggio urbano, analisi che fino pochi anni fa erano impossibili da realizzare e che consentono, attraverso l’utilizzo della realtà virtuale, di determinare le aree visibili da un punto di riferimento o, al contrario, analizzare quali elementi e che estensione territoriale è possibile “vedere” da una determinata posizione. 

Queste tecniche si basano sull’analisi della morfologia del terreno, ottenuta con i Digital Terrain Models (DTM, o modelli digitali del terreno), e di parametri come l’altezza, l’ampiezza e la profondità del cono visivo del punto di osservazione. Ma occorre definire il livello di impatto visivo sul paesaggio urbano anche in funzione delle caratteristiche dimensionali degli edifici.

La valutazione di vulnerabilità visiva degli edifici, realizzata attraverso la parametrizzazione delle dimensioni degli edifici, completa le tecniche tradizionali basate sui DTM, misurando la probabilità che ciascun edificio ha di entrare con un ruolo significativo nei quadri visivi di un osservatore, in funzione delle sue caratteristiche dimensionali e della sua posizione. La vulnerabilità visiva secondo questa metodologia aiuta i progettisti e le amministrazioni a misurare l’impatto sul paesaggio urbano anche delle trasformazioni conseguenti agli interventi sugli edifici o sulle facciate.

Questo tipo di analisi, che assegna ad ogni edifico il relativo livello di vulnerabilità visiva, rappresenta uno strumento fondamentale per la pianificazione di settore per i centri storici (Piani Operativi, Piani del Colore, ecc.) e per le politiche di tutela e valorizzazione dei borghi e del paesaggio costruito.

Esempio di analisi della vulnerabilità visiva degli edifici con indicazione dei coni visivi

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