Analisi del Paesaggio Urbano | Vulnerabilità visiva degli edifici
Analisi del Paesaggio Urbano | Vulnerabilità visiva degli edifici


Le visuali panoramiche rappresentano la forma più immediata di conoscenza del paesaggio, inteso come fusione di ambiente naturale e costruito. È questo il principio sancito dalla Convenzione Europea del Paesaggio, che definisce il paesaggio come “una determinata parte di territorio, così come è percepita dalle popolazioni, il cui carattere deriva dall’azione di fattori naturali e/o umani e dalle loro interrelazioni” (art. 1), e ripreso dal Codice dei Beni Culturali e del Paesaggio nella tutela di centri storici, nuclei urbani e bellezze panoramiche.
Nei piani di nuova generazione cresce l’attenzione al paesaggio urbano e ai nuclei storici, con iniziative che contribuiscono alla valorizzazione e promozione del patrimonio ma anche alla realizzazione di interventi di recupero e conservazione. Una tutela efficace, però, è possibile solo attraverso indicazioni normative e procedurali in un’ottica di gestione operativa e non solo teorica.

Come si compromette l’identità di un paesaggio urbano?
1. Alterazione dei caratteri identitari delle architetture
2. Trasformazione delle relazioni storicamente instaurate tra costruito e territorio
3. Mancanza di integrazione tra nuove costruzioni e edificato storico
4. Perdita di riconoscibilità del paesaggio
Le analisi di visibilità e lo studio degli aspetti estetico-percettivi costituiscono quindi un ambito rilevante nei processi di pianificazione. Attraverso tecniche GIS è oggi possibile effettuare analisi quantitative e qualitative del paesaggio urbano che consentono di determinare le aree visibili da un punto di riferimento — i cosiddetti bacini visivi o viewshed — o, al contrario, di analizzare quali elementi e quale estensione territoriale è possibile osservare da una determinata posizione.
Queste tecniche si basano sull’analisi della morfologia del terreno tramite Digital Terrain Model (DTM) e su parametri come altezza, ampiezza e profondità del cono visivo. A questi si aggiunge la valutazione della vulnerabilità visiva degli edifici: una metodologia che misura la probabilità che ciascun edificio entri con un ruolo significativo nei quadri visivi di un osservatore, in funzione delle sue caratteristiche dimensionali e della sua posizione nel tessuto urbano.
Questo tipo di analisi rappresenta uno strumento fondamentale per la pianificazione dei centri storici — Piani Operativi, Piani del Colore, politiche di tutela dei borghi — e per la valutazione dell’impatto visivo delle trasformazioni conseguenti a interventi sugli edifici o sulle facciate.







